venerdì 18 novembre 2011

La vergine della tenerezza

La Vergine della Tenerezza, indica una tipologia di icone mariane che è molto diffusa e venerata in tutto il mondo antico, ma anche in quello attuale è tra le Vergini più conosciute.
Questa tipologia di icone si identifica perché in essa, Madre e Figlio, sono mostrati in atteggiamento di affettuosa intimità, l'amore che li unisce è ben visibile nel contatto dei due volti, guancia a guancia, un particolare così intimo e affettuoso che permette a tutte le madri di riconoscersi in questo semplice gesto amorevole.
Come si può vedere nell'icona qui sotto, la tenerezza della Madonna si manifesta proprio nell’accostare la propria guancia al volto del Bambino Gesù. Lo sguardo di Maria dice tante cose, parla della sua dolcezza, della sua tenerezza, ma al tempo stesso è uno sguardo triste, pensieroso che prelude al destino del figlio. Maria è Madre di tutti che accoglie in se ogni sentimento umano e lo trasforma in preghiera.

Amo in modo particolare questa tipologia di icone, tant'è che prima di dedicarmi all'iconografia, avevo sempre a portata di mano delle piccole stampe su legno di un'icona della tenerezza (nella mia camera, in salotto, e anche al lavoro), icone che conservo ancora gelosamente.


Questa è la prima Vergine delle Tenerezza che ho realizzato, la Madre di Dio di Jaroslav.

Sono molto contenta di questa esperienza con un nuovo maestro, Antonio De Benedictis, è molto didattico nelle sue spiegazioni e rende semplice imparare un metodo, poi però il risultato è come al solito affidato all'invisibile mano del Signore che guida la mano dell'iconografo apprendista.

Madre di Dio di Jaroslav


La Vergine di Jaroslav mi ha subito affascinata per due cose, la tenera carezza di Gesù a Maria, quasi volesse lui stesso consolarla, e la veste bianca di Gesù, bellissima nel suo candore, da ancora maggior luce all'icona ed evidenzia ciò che ogni icona sottende, ovvero che la luce è Gesù Cristo.
L'icona deve ancora essere benedetta, così poi la mia cara nuora Annalisa, potrà salutarla ogni giorno prima d'iniziare la sua giornata.




Vedi anche:  Madre di Dio Jaroslavskaja




mercoledì 26 ottobre 2011

Madre di Dio Jaroslavskaja

E' passato qualche anno dal mio ultimo corso la mia salute non è stata delle migliori da ottobre 2008 in poi, devo ancora mettere l'olifa alle icone degli ultimi due corsi, ma il desiderio di riprendere a scrivere icone è grande, così decido di cimentarmi con il mio quarto corso, l'icona da realizzare è una Vergine della Tenerezza, la Madre di Dio Jaroslavskaja.

Questa volta il corso si svolge dai Carmelitani Scalzi presso la parrocchia del Corpus Domini di Milano,  un nuovo maestro, Antonio De Benedictis e una modalità di corso non continuativa, ovvero uno o due giorni al mese da novembre 2010 ed aprile 2011. Ho pensato che questa formula fosse meno stancante per me e così è stato. 
Ho conosciuto nuove persone e anche due sacerdoti che hanno partecipato al corso principianti, l'assistente di Antonio poi è una carissima amica, Rosella Crespi, che aveva frequentato il suo primo corso con me a Niguarda nel 2006; ma lei, a differenza della sottoscritta, realizzava già icone da autodidatta e soprattutto non si è maai limitata a fare icone solo durante i corsi come faccio io, per lei è diventato ora un lavoro a tempo pieno. Ha aperto anche un blog Non solo icone che vi consiglio di sbirciare.

Torniamo alla nostra Vergine di Jaroslav eccola qui terminata.

La mia seconda nuora Annalisa mi ricorda che nella loro nuova casa non hanno ancora un'immagine della Madonna, e io prontamente rispondo che ho scelto questo corso appunto perché sapevo che desiderava un'icona della Madonna.
E' un'icona molto bella, di quelle che avvolgi con lo sguardo e adori da subito.

sabato 15 ottobre 2011

San Simeone

«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo, Israele.»

«Nunc dimittis servum tuum, Domine,
secundum verbum tuum in pace:
Quia viderunt oculi mei salutare tuum
Quod parasti ante faciem omnium populorum
Lumen ad revelationem gentium,
et gloriam plebis tuae Israel.» 

Il Nunc dimittis, la bellissima preghiera che Simeone rivolge a Dio nel contesto della Presentazione di Gesù al Tempio, è anche chiamato Cantico di Simeone e viene recitato o cantato tutti i giorni nella Compieta.

Il Vangelo mette il Nunc dimittis sulle labbra del vecchio Simeone che aveva ricevuto dallo Spirito la promessa di sopravvivere fino alla venuta del Messia, mosso dallo stesso Spirito entra nel Tempio, prende tra le braccia il Bambino Gesù e loda Dio, chiede poi congedo a Dio perché ha potuto vedere il Cristo esprimendo la sua gioia (Lc 2,29-30) e predicendo la gloria del Salvatore.


Nel 2008 mi accingo a frequentare il mio terzo corso con l'intento di raffigurare l'icona di San Simeone.

L'icona che mi accingo a fare è un particolare della Presentazione del Signore al Tempio, in quanto raffigura solo San Simeone con in braccio Gesù, non compaiono Maria e Giuseppe che portano Gesù al Tempio. La Presentazione di Gesù al Tempio, nella Chiesa ortodossa orientale e in alcune Chiese orientali cattoliche, è una delle dodici grandi feste ed è chiamata "Hypapante".



E' una festa del Signore; ricorda uno dei primi episodi della vita di Gesù, narrato in Lc 2,22-39; è celebrata dalla Chiesa Cattolica il 2 febbraio, quaranta giorni dopo il Natale. In precedenza la festa era anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo la legge mosaica la donna che aveva dato alla luce un figlio maschio era considerata impura e non poteva accedere al Santuario per 40 giorni, che raddoppiavano con la nascita di una femmina. Trascorso il periodo, secondo l'usanza ebraica veniva presentato al Tempio, e qui in virtù delle preghiere e delle offerte, avveniva anche la purificazione della madre.

È detta popolarmente Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, poiché nell'episodio Cristo è detto da Simeone "luce per illuminare le genti".
  


Quando ho visto l'immagine dell'icona originale che dovevamo riprodurre, non ero per nulla felice, la riproduzione era piuttosto rovinata e mi sembrava mancante di colori quindi difficile da riprodurre. Desideravo scrivere un'icona della Vergine e questa non mi soddisfaceva neanche un po'. 

Ma come al solito le strade del Signore non sono le nostre è Lui che muove i nostri passi, e volete sapere cosa penso ora, questa, per motivi diversissimi, è sicuramente tra le icone che preferisco.

Ma non solo, ho scoperto che mia nuora Elisabetta è molto devota a San Simeone e ogni sera ne recita la preghiera così come le aveva insegnato lo zio Carmelo Caporale. 

Come potete immaginare l'icona andrà in dono ad Elisabetta.
Pensate quindi al cuore con cui l'ho realizzata.

Ecco un particolare del busto e lo studio delle luci e dei volti.
vedi anche il post successivo con le immagini dell'icona da me realizzata di San Simeone e il pigmento dioptasio