venerdì 23 marzo 2012

Una nuova scoperta: l'Icona di misura

Lo scorso settembre, mentre stavo ultimando la Vergine del Segno con Giovanni Raffa a Niguarda, vengo a sapere che di li a poco Giovanni iniziava un nuovo corso avanzato sulla figura di un Santo a Busto Arsizio, e anche qui il corso prevedeva lo studio del disegno dell'icona e la sua realizzazione nel formato desiderato. Immediatamente decido di iscrivermi, dicendogli che avrei realizzato San Pietro il principe degli Apostoli. 

Dovendo scegliere un Santo per il corso non ho avuto alcun dubbio, tra tutti i Santi che amo ho scelto San Pietro, il motivo è semplice, pensando al mio nipotino che si chiama Pietro e al desiderio di fare un icona per  lui.
Inizialmente non volevo palesare il motivo della mia scelta, perché pensavo che avrebbero detto, ecco la solita nonna che pensa solo al nipotino, ma qualche giorno dopo prima della fine del corso, non sono riuscita a non dirlo, era per me fonte di troppa gioia e così ho detto al mio maestro che l’icona era per mio nipotino che si chiamava Pietro. A quel punto lui strabuzza gli occhi e pronuncia parole a me incomprensibili “icona di misura”, o così mi sembrava di aver capito ma non avevo il coraggio di chiedere spiegazioni. Non passano cinque minuti che arriva Giuliano, Giovanni gli dice cosa volevo fare, e i due insieme mi aprono un nuovo mondo, scopro che esistono le “icone di misura” da secoli nonni o genitori dedicano un icona ad un bimbo.
Giuliano sta preparando anche un sito sulle icone di misura da cui ho tratto alcune informazioni utilissime.

E’ tradizione della famiglia russo-ortodossa alla nascita di un bambino, o in occasione del suo del Battesimo, regalare al neonato una icona di misura, chiamata così perché all’ottavo giorno dopo la sua nascita, si prendevano le misure (altezza e larghezza delle spalle del bambino) e con queste misure si dipingeva l’icona del suo santo patrono, il santo da cui il bambino riceve il nome. Tra il bambino e l’icona si stabilisce quindi un doppio legame, fisico e spirituale. La tavola indica la misura iniziale della crescita fisica del bambino. Il santo protettore è un esempio di fedeltà al Signore che orienta la crescita spirituale. 
Con l’icona di misura si desidera impetrare la protezione fisica e spirituale del bambino affidandolo all’intercessione del suo santo protettore. L’icona quindi è destinata ad accompagnare l’individuo per tutta la vita, di solito si appende sopra la culla del bambino.

Generalmente il santo protettore è quello da cui il bambino ha ricevuto il nome del Battesimo, ma può anche essere il santo celebrato nel giorno del Battesimo o della nascita, oppure l’Angelo custode. In alcune icone, oltre al santo protettore, è dipinta l’immagine della Madre di Dio, o del Salvatore, o i santi protettori dei genitori.

«Il patrocinio del santo offre un modello di carità ed assicura la sua intercessione» (Catechismo della Chiesa Cattolica 2156). Nel tempo, guardando l’icona, il bambino inizia a conoscere ed amare la vita del santo protettore, impara a pregarlo d’intercedere per sé e per il mondo intero ed è aiutato a nutrire la fede in Cristo, che nel santo è glorificato. (Catechismo della Chiesa Cattolica 956, 2683).

Il bambino sviluppa lo sguardo interiore e si abitua a guardare attraverso il sensibile ciò che sta oltre il sensibile. L’icona di misura è un dono unico, personale, che si riceve una sola volta nella vita. E se un cristiano non l’ha ricevuto alla nascita o con il Battesimo nella prima infanzia, può essere donato a qualsiasi età.

La tradizione dell’icona di misura ha radici profonde. La più antica icona di misura che conosciamo apparteneva al figlio di Ivan il Terribile, il principe Ivan Ivanovic. Si trova nella collezione dei musei russi nel Cremlino di Mosca e porta la data del 1554. Ma la tradizione delle icone di misura è più antica e risale alle origini del cristianesimo ortodosso russo.

In origine le icone di misura erano dipinte esclusivamente per i membri della famiglia reale ed alla loro morte erano collocata nella iconostasi del luogo di sepoltura. Alcune di esse sono conservate nella tomba reale della Cattedrale del Cremlino dell’Arcangelo, così come nel Monastero di Novodevichy dove si trovano molte principesse di Mosca. Dopo un lungo periodo di declino, oggi in Russia l’icona di misura è rinata. L’icona rappresenta un solo santo a figura intera e, vista da vicino, appare dipinta con molta attenzione dai vestiti al volto.

Nel prossimo post descriverò la ricerca iconografica su San Pietro.

lunedì 30 gennaio 2012

Vergine del Segno è completata

Ormai mi sono abituata a fare corsi e non terminare subito le mie icone, sono abbastanza lenta e soprattutto amo la precisione, se qualcosa non mi soddisfa gratto via e rifaccio di nuovo, inoltre se non finisco l'icona nei giorni del corso, non riesco più a prenderla in mano perchè lavoro e mi resta poco tempo e soprattutto tranquillità per poter proseguire.

Recentemente però qualcuno mi ha detto: non sarà perché non vuoi separartene?
Al momento mi sono sentita spiazzata, ma poi ci ho pensato su, e devo dire che sono certa che non è così, le ho fatte con il cuore e soprattutto per qualcuno a cui voglio bene, ma devo ammetterlo, ogni tanto me le guardo e sento il cuore spalancarsi in petto.
Mi sono ripromessa di finirle tutte una dopo l'altra, così potranno andare a chi sono destinate.

Ora ho terminato la Vergine del Segno, mi ha dato molto da fare questa icona, perché  è un'icona che ha richiesto l'utilizzo di molto oro, anche perché il primo passaggio non mi è venuto molto bene così ho dovuto mettere ben due strati successivi di foglietti d'oro su tutta la superficie, secondo me l'oro aveva dei buchini e per questo motivo si stracciava durante la lucidatura.
Realizzare poi i due Angeli e Gesù sull'oro non è stato per nulla semplice. I volti degli Angeli erano talmente piccoli che si doveva solo con pochi tratti fare la grafia e gli schiarimenti, ero certa che non sarei riuscita e invece mi sono venuti bene, anzi devo dire quasi meglio che altre parti in cui mi sentivo più sicura. Come a ribadire che la sicurezza, la capacità, il risultato, non sono miei, è realmente qualcun Altro che ci mette lo zampino.

Nei corsi precedenti il maestro mi ha fornito lo schema da riportare poi sulla tavola con la tecnica di trasposizione usata anche per gli affreschi, questa è la prima icona in cui ho fatto anche lo studio del disegno, della grafia.
E' stato veramente molto interessante conoscere quali proporzioni vanno mantenute nella costruzione della figura o altri particolari come: le mani affusolate e i loro gesti, il taglio degli occhi, le proporzioni delle varie parti del volto.
Ho anche scelto di apportare delle modifiche nel bambino, in particolare nei capelli, perché l'originale mi sembrava un vecchietto stempiato con il volto di un bambino. Durante lo studio dei capelli sono riuscita a far ridere il maestro che mi ha detto: ma da quale parrucchiere lo hai portato?
In effetti erano capelli troppo normali un po' spettinati e con tante belle ciocche che non seguivano per nulla i canoni bizantini. 

Amo i colori caldi, i colori della terra, così ho scelto colori che non staccassero troppo tra di loro, poi memore del manto di San Simeone ho voluto mettere un tocco di dioptasio anche qui nella veste della Vergine e nella mitella.

Come ho già detto, l'oro è predominante su questa icona, ho dovuto usare i colori alla caseina per scrivere sull'oro e fare le grafie di Gesù e degli Angeli.
Poi il maestro ci ha mostrato un'espediente che ho deciso di adottare per differenziare un po' l'oro. Nella soluzione che solitamente si usa per proteggere l'oro, si mette una piccolissima puntina di ercolano che si lascia depositare per qualche minuto, poi si passa la soluzione ottenuta su alcune parti, in questo caso l'ho passata sui nimbi e sugli abiti di Gesù Bambino, volendo dopo circa mezz'ora si può dare una seconda passata.
Solitamente per proteggere l'oro utilizzo la gommalacca oppure la Vernice sopraffina della Lefranc, in questo caso non va usata pura ma diluita, la prima  con l'alcool a 95 gradi mentre la seconda diluita con White Spirit.
Questa soluzione ha reso le parti dell'oro trattate tendenti al rosso, inoltre ha dato più movimento all'icona che rischiava di essere un po' appiattita, perché troppo uniforme.

Quando farà caldo, probabilmente la prossima estate metterò l'olifa a protezione dell'icona e finalmente anche questa prenderà il volo verso la casa di mia sorella Nadia.

Vedi anche il post precedente
Vergine del Segno

giovedì 12 gennaio 2012

San Simeone e il pigmento dioptasio

Oggi è una bella giornata, soprattutto produttiva, sono molto soddisfatta perché finalmente mi sono decisa a riprendere in mano l'icona di San Simeone.

Icona San Simeone

Purtroppo questa icona giaceva lì incompiuta da tempo, eppure, mancava solo la scritta sul cartiglio...

"Ecco, questi è posto per la caduta e la risurrezione di molti in Israele" 
(Luca 2,34)

Non che non volessi completarla, la verità è che non trovavo più la cartelletta con le fotografie dei particolari dell'icona e della scritta, così non volendo far pasticci, l'icona era sistemata in un armadio avvolta in un telo, e quindi lontano dagli sguardi di tutti. Sarà felice mia nuora Elisabetta, ora potrà appenderla nella sua camera a fianco al suo letto.

 




















Sono stupefatta dalla luce del manto non avrei mai immaginato un risultato come questo mentre stavo lavorando, Simeone ha un manto stupendo che affiora letteralmente dal nulla del fondo; meno male che ho seguito passo passo le indicazioni del maestro Giovanni Raffa, fidandomi.




Ho utilizzato per la prima volta un pigmento che mi era sconosciuto : il dioptasio.
E' ricavato da una pietra minerale, questo nome gli fu dato a inizio 800 da un abate francese René Just Haüy, deriva dal greco διά (attraverso) e οράω, όψομαι (vedo), devo dire che mai nome fu più appropriato di questo, giudicate voi guardando il manto.







Vedi anche il primo post su San Simeone